Lambretta Club Emilia Romagna



Cesare Battaglini
12 giugno 1928
3 ottobre 2011

I Lambrettisti omaggiano
il Mito
con un loro
pensiero



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A CESARE: “UN MITO NEL TEMPO”
Dovrei scrivere fiumi di pagine per poter raccontare la storia del nostro presidente, ma sento il dovere ed il bisogno di tracciarne le fasi più importanti della sua vita:
Cesare Battaglini nasce a Bologna ne. 1928, è originario di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova. La sua famiglia di origine è di agiate condizioni economiche e questo gli consente, tra l’altro, di laurearsi in giurisprudenza e di ottenere fortunatamente numerosi successi.
Poi, da avvocato, intraprende una serie di iniziative culturali e sociali ricoprendo, nel tempo, cariche di rilievo in varie associazioni.
Forte di questo bagaglio culturale, decide, nel 1954, ventiseienne, di avventurarsi, con la sua Lambretta in un lunghissimo, laborioso ed impegnativo giro del mondo, riscuotendo il plauso e l’ammirazione di tutti.
Nel 1961 si sposa con l’amabilissima Didi, moglie sensibile, gentile, ricca di nobiltà d’animo e compagna fedele che lo sosterrà in tutte le sue avventure, anche “Lambrettistiche”, fino al giorno della sua dipartita.
Ma chi era l’avvocato, il presidente e l’uomo Cesare Battaglini?
Era una persona intraprendente, carismatica, generosa e disponibile con tutti.
Il suo difetto: la perseveranza e la tenazia di riuscire nell’intento;
I suo grande amore: la famiglia;
La sua grande passione: la lambretta.
La sua era una personalità composita: da un lato la grande dignità, la forte personalità, la tenacia e l’avventura, dall’altro l’indiscriminata disponibilità al servizio degli altri. La frase che mi ripeteva spesso era: “la vita con me è stata sempre generosa”. E memore anche di questo lui era ancora più prodigo con gli altri.
Sono fortemente convinto che ognuno di noi, nel ricordarlo, debba trarre esempio dai suoi insegnamenti, seguirne le orme professionali, sportive e avventuriere.
A questo punto spero di interpretare un sentimento comune a noi lambrettisti perché tutto ciò merita la nostra stima e la nostra memoria, perché abbiamo bisogno di esempi alti, abbiamo bisogno di guardare a chi ci ha preceduto nella linea di responsabilità verso gli altri, con la consapevolezza di superare l’individualismo e l’interesse di parte, per contribuire alla costruzione di un lambrettismo comune, nazionale e mondiale a colori.
Ciò può avvenire soltanto attraverso le sinergie di una rete diffusa di volontari, lungimiranti e di eccellenze che si impegnino per un fine comune, come Cesare ci ha insegnato.
A lui mi rivolgo dicendo:
“Grazie per aver incrociato le nostre strade. Te ne sei andato da Campione del Mondo dopo aver tagliato, in lambretta e con successo, il traguardo più importante: “quello della vita”.
Vorrei concludere questa commemorazione dicendo che va a lui tutta la nostra gratitudine unita alla nostra preghiera, con l’auspicio di averlo Avvocato in cielo, dopo che in terra abbiamo avuto l’onore di averlo come “PADRE” di tutti i lambrettisti del mondo.
……..ciao Cesare….

Filippo Ruffa

IL MIO RICORDO DI CESARE.
Conobbi Cesare Battaglini a Savigno nel giugno del 1988 al 1° Lambretta Day, che Andrea e Giorgio Bartolini organizzarono in onore del loro
campionissimo congiunto: Cesarino.
Quel giorno di inizio estate, pieno di sole, è tuttora vivido nella mia mente, tanto che risuonano come reali le inflessioni e le voci di:
- Cesarino Bartolini, colui che doveva essere il festeggiato ma che toccava il cielo con un dito, così palpabile era la sua felicità nel
rivedere volti di persone amiche che gli rievocavano i fasti motoristici;
- Ignazio Di Piazza, un omone con il sorriso stampato sulle labbra sormontate da due baffetti alla Clarke Gable, impegnato con il suo
cronometro a prendere i tempi degli iscritti alla gimkana;
- Ernesto Malaguti, uomo gentile e discreto che non lesinava a nessuno di suggerire con modestia i consigli tecnici di un esperto quale lui
era;
- Guglielmo Guidi con gli immancabili occhiali da vista e con un taglio di capelli più usuale (senza codino), che cercava di rispondere
alle mille domande che i partecipanti gli rivolgevano sui vari modelli di Lambretta. Lui che è stato ed è un luminare in fatto di meccanica
della Scooter-linea Innocenti;
- Silvano Fabbri, arrivato al raduno con una Lambretta F, per me una novità assoluta con quel sistema tutto particolare di messa in moto.
Parlava di motogiri, di piazzamenti prestigiosi come se fosse sempre in corsa in una perenne girandola di gare e di coppe;
- Gian Carlo Nanni con la sua Ammiraglia: rimasi sconcertato ed incredulo che una Lambretta LI potesse sopportare tutto quel peso di
luci ed altre diavolerie elettriche e con lui sopra che scorrazzava durante il giro per le colline circostanti;
- E poi Cesare Battaglini nella sua tuta grigia stretta alla vita dalla cintura elastica che ammirava all’ombra dell’ombrellone (all’epoca i
gazebo non erano ancora di moda) la piazza gremita di partecipanti al fianco delle loro Lambretta tutte perfettamente allineate.
Alle nostre presentazioni mi colpirono subito la sua stretta di mano sincera e lo sguardo penetrante ed insistente che voleva leggere nel
profondo chi aveva di fronte.
Dopo aver superato l’esame delle sue domande (età, professione, stato civile, ecc.), si lasciò andare ai ricordi delle sue avventure in Lambretta
e ad alcuni episodi particolari vissuti in quel periodo. Ascoltò con interesse la proposta che gli feci di rifondare il sodalizio
cittadino, tanto da incoraggiarmi ad approfondire la possibilità di riattivare il Lambretta Club Bologna, cessato ormai da tempo. E infatti
di lì a poco, come tutti noi sappiamo, nacque la “Sezione Emilia-Romagna” del Lambretta Club d’Italia con lui Presidente, Guidi Vice-
Presidente ed io in qualità di Segretario-tesoriere (successivamente trasformatasi nell’attuale Lambretta Club Emilia Romagna).
Ebbene alcuni di questi amici oggi non sono più tra di noi: Cesarino, Ignazio, Ernesto ed oggi Cesare.
Che dire, tante sono state le gite, i jamboree europei, i raduni nazionali vissuti insieme.
E’ certa una cosa: con Cesare i tuor avevano sempre un lieto fine.
Io personalmente non ricordo di aver assistito ad incidenti o situazioni gravi durante le manifestazioni lambrettistiche. La sua presenza
organizzativa era una garanzia per tutti noi, la sua lungimiranza di come gestire il quotidiano - anche nei dettagli secondari - ci hanno consentito di affrontare con sicurezza tutte le incognite che una carovana di scooter incontra inevitabilmente durante il percorso. E’ lì che veniva fuori la sua esperienza vissuta nei viaggi solitari in Africa, in India e nell’Oriente misterioso.
E qui mi permetto un suggerimento: chiedo alla Didi di metterci a disposizione gli appunti che Cesare sicuramente prese durante il suo
viaggio intorno al mondo. Ne potrebbe scaturire una pubblicazione editoriale che credo sarebbe un degno riconoscimento ad un uomo
coraggioso quale Cesare ha dimostrato di essere nella sua esistenza.
Caro Cesare adesso tu sei lassù con la tua Lambretta in condizioni sempre perfette. Non avrai più bisogno di Guglielmo per la sostituzione
della candela bagnata, né del supporto archivistico di Mauro Galli, un socio che conosce ogni dettaglio di questo armonioso sodalizio, e
neppure della Didi, la tua paziente moglie che ci ha seguito sempre come un’ombra, incollata alla guida dell’auto-assistenza nei nostri
interminabili trasferimenti in scooter.
Non perderai mai la rotta.
Adesso per te la strada è e sarà sempre diritta verso la luce.
E in questo tuo viaggio siderale ti chiedo, se puoi, di salutarmi la mia Adriana che hai conosciuto ed apprezzato in molte occasioni d’incontro.
Ciao Cesare

Antonio Biancofiore
Tessera LCER n. 980

IL LAMBRETTISTA PIU' FAMOSO DEL MONDO
C'è stato un gran signore che con uno scooter lambretta, ha girato mezzo mondo. Da solo, ci ha lasciato un ricordo prezioso e lo ricorderemo in modo affettuoso.
Era il 4 Giugno del 1954 quando Cesare Battaglini, un giovane laureato di 26 anni partiva da Milano con una lambretta 125 F per un lungo viaggio a dir poco avventuroso.
Prima tappa la Francia, poi la Spagna fino a Madrid. A Gibilterra salutava il vecchio mondo e si inoltrava in Africa. Visitava il Marocco , l'Algeria , la Tunisia , la Libia , l'Egitto , il Medio Oriente fino all'India e Ceylon.
Era Ottobre quando iniziava il viaggio di ritorno, attraversava il Pakistan , l'Iran , la Turchia , la Grecia , la Jugoslavia fino a Belgrado e finalmente tornava in Italia, e sentì il bisogno di baciare il nostro suolo.
Era il 31 Dicembre quando da un hotel di Trieste telegrafava a casa sua, a Bologna, dicendo : " Sto arrivando".
Cesare Battaglini aveva compiuto un'impresa che rimarrà della storia dei grandi.  Solo leggendo il suo libro " Diario di un viaggio" è possibile capire quello che può aver provato e sentito durante il suo raid. Alla fine affermava che il nostro paese merita d'esser amato.
Grazie Cesare, non ti scorderò mai.

Franco Mucchi
Un lambrettista

Carissimo Cesare,

ricorderò sempre tutti i bei momenti passati insieme, che resteranno indelebili nel mio cuore.
La mia passione per la Lambretta nasce nel 1993, subito partecipo al raduno europeo in Svizzera a Saignelegier e l’anno seguente mi iscrivo al LCER.
Nel 1995 al raduno di Montepiano ho l’onore di conoscerti per la prima volta e sono tornato a casa con una gioia grandissima nel cuore, certo che quell’incontro aveva avuto un valore immenso.
E poi anche perché alla fine del raduno mi premiasti con una coppa con la seguente motivazione: “al nostro lambrettista di Trento Paolo Corrà, perché è sempre presente ai nostri raduni”…..ERA IL MIO PRIMO RADUNO E LA PRIMA VOLTA CHE MI INCONTRAVI !!!
Quella coppa è la più piccola che ho nella bacheca, ma il suo valore non si può quantificare!
Mai dimenticherò tutte le occasioni in cui ci siamo incontrati, dai vari raduni, alla tua squisita ed incomparabile ospitalità a Cesenatico, ai bellissimi momenti passati a Pampeago durante le feste di Natale, con tortellini e Lambrusco di quello “super doc” che mi hai fatto provare anche con il bicchiere in peltro, come sempre amavi gustarlo tu.
Alla fine dell’anno mi battevi sempre sul tempo perché appena scoccata la mezzanotte subito ricevevo la tua chiamata per gli auguri.

Ora sei andato avanti, ma io so che hai in serbo una sorpresa per tutti noi: stai lavorando per organizzare il più grande raduno lambrettistico che si sia mai visto! Certo qualcuno di noi arriverà prima, molti verranno dopo perché gli impegni sono tanti, ma stai sicuro che parteciperemo tutti, con il grande amore di sempre per la Lambretta ed il più grande affetto e riconoscenza per tutto quello che ci hai dato e ci darai…sempre.

Arrivederci Cesare, ed un abbraccio a Didi.

Paolo Corrà





































Domenico Novaresio




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